Condivido appieno l'articolo a firma Massimo Fracaro Nicola Saldutti sul Corriere della Sera, dove si conferma la sensazione diffusa che i passi decisivi che attendevamo dal Governo Monti non sono stati fatti, anzi c'è un imbarbarimento sulla normativa fiscale che non si era visto neppure nei momenti peggiori del passato.
Si era detto: prima ci sistemiamo con l'Europa, poi troviamo risorse (purtroppo tra i soliti noti ), poi riduciamo lo sperpero e immediatamente dopo rilanciamo l'economia.
Invece degli ultimi passaggi si sono intorcigliati in una confusione incredibile di azioni, rinuncie, modifiche e ripensamenti che neppure i peggiori governi precedenti avevano mai elaborato.
Dall'articolo di cui dicevo" ...Sul fronte fiscale. Soprattutto in una fase di rallentamento dell'economia come quella attuale. Però qualche cosa vorrà pur dire se negli ultimi giorni si sono intensificate le voci (autorevoli) che indicano la necessità di una tregua. Davanti al Parlamento europeo il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che fino ad ottobre guidava la Banca d'Italia, è stato molto esplicito: «Il consolidamento dei bilanci basato esclusivamente sull'aumento delle tasse è sicuramente recessivo. Idealmente dovrebbe essere fatto sulla base di una riduzione delle spese correnti, in particolare di quelle più improduttive.
Qualche giorno fa la Corte dei Conti ha usato parole forti definendo quella fiscale «una pressione già fuori linea nel confronto europeo». L'obiettivo del risanamento dei conti resta prioritario ma tasse, tributi, acconti, versamenti che arrivano al 45% del reddito rappresentano una soglia che ormai ha raggiunto il livello di guardia. Se non lo ha già superato.
Tasse alte e complicate. Proviamo a leggere dentro il decreto (ormai diventato legge) sulla semplificazione fiscale. C'è persino la definizione di bosco e di arboricoltura da legno. C'era proprio il bisogno che parlamento e governo si esercitassero in questa attività? Vero che l'Italia è un Paese dove per fortuna le foreste hanno ripreso a crescere. Ed evidentemente non si vuole perdere l'occasione di inseguire gli alberi.
Ma sarà quella l'urgenza del Paese per favorirne la crescita?
http://www.corriere.it/economia/12_aprile_26/la-pressione-fiscale-il-paradosso-dei-boschi-e-le-82-scadenze-di-maggio-massimo-francaro-e-nicola-saldutti_ea4c2388-8f78-11e1-b563-5183986f349a.shtml